VIP! Intervista doppia: Morphine e Gblegend del clan FIRE!

Sticky POSTED BY Nicola 8 Luglio 2019 in VIP: Very Important Player
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Questa volta abbiamo avuto il piacere di intervistare ben due membri dei FIRE, il clan italiano che oggi è quasi interamente dedicato a DayZ. Via con le domande!

Quanti anni avete?

Morphine: Non è un bel modo iniziare una conversazione chiedendo l’età, scherzi a parte, non sono più di primo pelo diciamo, più vicino ai 40 che ai 30, vederlo scritto mi fa anche un certo effetto. 36 per la precisione e il mio nick di “battaglia” è Morphine. Non chiedetemi i motivi di tale nome perché davvero non me li ricordo. Forse perché tutti gli altri erano già stati presi.

GBlegend: Classe 1988, quindi al secolo direi verso il raggiungimento dei 31 anni.

Come è nato l’amore per il gaming? E qual è stata la vostra prima console/PC?

Morphine: Sono stato da sempre abituato a convivere con PC e console, in famiglia sin dalla tenera età ho avuto la fortuna di poter vivere le varie epoche video-ludiche. Agli albori fu un Commodore 64 a mostrarmi i primi giochi “tecnologici”, poi fu la volta del primo PC, un IBM 286 in bianco e nero, Arkanoid un must.
A seguire le prime vere console, dal nintendo (sensible world of soccer), Super Nintendo, il MegaDrive della SEGA, tutte giocate in tenerissima età con amici di infanzia. Da non dimenticare le Amiga, 500, 1000. Poi fu la volta del primo personal computer Windows 95 con un Pentium 133mhz.
In serie, tutte le Playstation dalla 1 alla 4 e un progressivo potenziamento dell’hardware del PC fino ad arrivare ai moderni i7.
Il mio primo vero amore, nonché la scoperta del “mondo online” ci fu grazie alla prima connessione in 56k con modem telefonico, da lì il passo fu breve e mi ritrovai nel giro di qualche mese ad avere la prima linea Adsl 128k e poi 1Mb, abbastanza potenti all’epoca per lanciarmi nel mio primo vero titolo che ricordo con affetto e che mi occupò per mesi. Si trattava di Neverwinter Nights e relative espansioni. Grazie anche ad un amico della mia città (che diventerà poi anche co-fondatore del clan FIRE) mi appassionai a quel gioco e imparai ad usare editor e un po’ di linguaggio C++ per scriptare. Il nostro impegno fu tale e la nostra passione cosi grande che senza accorgercene creammo un mondo di gioco (shard) talmente esteso ed immenso da essere considerato uno dei più grandi per via della sua estensione, parliamo di qualcosa come 1400 aree di gioco completamente create e moddate da 0, comprensive di incontri, aree di spawn, script, NPC, etc etc, completamente creati e ideati da noi. Un lavoro immenso. Questo mi permise per la prima volta di conoscere uno staff di amici/persone, mai viste prima e mi fece aprire gli occhi su quello che di li a qualche anno sarebbe diventato il futuro del gaming. Le gilde e le fazioni avrebbero di fatto completato questo processo immersivo. Ancora oggi conservo gelosamente quella mia creazione e ogni tanto capita ancora di aprire l’editor o lo shard stesso per rivivere le emozioni di allora. Una sorta di ricordo vivo e costante che orgogliosamente porto con me. In seguito non trovai titoli altrettanto immersivi per i miei gusti dell’epoca e solo nel 2011, attraverso la playstation, mi sono lanciato nuovamente in una splendida avventura online con amici di ogni parte del globo: Red Dead Redemption, ho conosciuto moltissimi ragazzi italiani, americani/anglofoni e ho passato talmente tante ore con loro che riuscivo ad abbattere la barriera linguistica che inizialmente ci distanziava e ho trascorso intere nottate a battermi, assieme alla mia banda internazionale, contro chiunque si mostrasse ostile, soprattutto nella modalità classica del free-roaming.
Il vero salto e il vero step significativo è avvenuto a fine 2012 con l’arrivo di Battlefield 3, sempre su console. Li imparai il significato della parola competitive e per mia fortuna e con grande impegno, entrai a far parte del Grande Leone Nero, meglio conosciuto come FIRE CLAN.
Inizialmente le mie statistiche erano a dir poco penose, quasi imbarazzanti. Poi piano piano, con dedizione, tempo, compagni di clan davvero forti, passai nel giro di 3-4 mesi a quadruplicare le mie skills, per farvi capire, entrai con un K/D di 0.45, e quando terminai era 2.3.
Nel mentre presi confidenza con tutto il mondo ESL e i vari circuiti Fragged Nation vedendo per la prima volta addirittura le nazionali dei vari paesi darsi battaglia. Le clan war erano all’ordine del giorno, un mondo completamente nuovo ed inesplorato per me. Tattica, disciplina, allenamenti, gerarchie. Tutte cose che all’epoca sembravano cosi strane, salvo poi scoprire che da li a poco, sarebbero state la base del mio futuro da videogiocatore.

GBlegend: L’amore verso il mondo dei videogiochi è partito verso la mia infanzia, con l’ormai famoso Super Nintendo, anche se prima di avere la console domestica mi destreggiavo per quelle che oramai sono preistoria per la generazione attuale: le sale giochi. Si articolavano in tutte le loro varie declinazioni di generi, sopratutto perché permettevano questa sorta di Lan Party: ovvero tu giocavi e chi ti stava intorno ti dava consigli, ti diceva trucchi e scorciatoie oppure partiva la sfida a chi avrebbe fatto un punteggio migliore. Ho veramente bellissimi ricordi di quell’ambiente, dove conobbi i miei attuali migliori amici, un ambiente che per molti anni per noi fu un posto veramente unico, la nostra seconda casa. Qualche anno fa purtroppo per questioni economiche ha dovuto chiudere i battenti, con un enorme rammarico per chi come me e i miei amici ci era cresciuto dentro. Quindi, se può valere, direi la sala giochi come mio primo divertimento videoludico, dai vari Metal Slug ,House of the Dead, Tekken, Aereo Fighter, Rush e tanti altri. Ho davvero giocato di tutto lì dentro.

A che età avete preso in considerazione l’idea di fondare e/o gestire un clan?

M: Mi ricollego subito alla domanda due, forte della gloriosa esperienza con il clan FIRE su PS, decido di prendere le redini del gruppo su console e portare i reduci su Battlefield 4, sempre su console. Purtroppo il gioco inizialmente fu molto deludente e pieno di problemi, la scottatura fu enorme soprattutto per chi, come me, aveva deciso di puntare forte su quel titolo. Abbandonammo il progetto dopo poche settimane e abbandonai la console stessa. Un fortuito avvicinamento ad un titolo survival horror, mai sentito prima, tale DayZ, presentatomi da un mio compagno/concittadino, fece scattare la scintilla in me.
Fu un amore adrenalinico a prima vista. Mi innamorai della difficoltà e della genialità stessa del gioco, all’epoca solo una Mod. Da lì il passo fu breve, uscì DayZ Standalone a fine 2013 e il giorno dopo decisi che il futuro dei FIRE poteva e doveva esser su pc, precisamente su quel titolo.
Portai tutto il mio bagaglio di esperienza, di passione, di voglia di crescere che negli anni precedenti avevo impiegato su Battlefield. Portai un amico e compagno di clan dell’epoca e il mio inseparabile concittadino. I 3 dell’Ave Maria. Il risultato fu sorprendente, ancora oggi ricordo la frase che dissi e che mi prefissai come obbiettivo, diventando poi storia; “noi ci faremo conoscere su Dayz, saremo un modello e un esempio dal quale prenderanno spunto, saremo un clan che darà filo da torcere e sicuramente finiremo tra i migliori”. Con grande orgoglio posso affermare e confermare, di aver raggiunto il target prefissato avendo mantenuto un elevatissimo standard in tutti questi anni. Sia in termini gestionali, sia in termini di risultati ottenuti.
La nostra espansione e il nostro impegno sono stati notati anche da Multigaming importanti, è il caso di Element Gaming, siamo difatti entrati a far parte di questo enorme gruppo da ormai un paio di anni. Abbiamo cercato comunque di mantenere intatta e inviolata la nostra storia e siamo riusciti a conservare gelosamente le nostre origini e il nostro nome, non sarebbe altrimenti mai potuto nascere alcun matrimonio tra le parti.
Un altro grande punto di forza del clan è difatti la propria identità. Senza questa saremmo stati un gruppo dei tanti. Un clan come un altro.
Per chiudere questa risposta, non posso sicuramente dimenticare di menzionare persone, amici, compagni che hanno reso possibile la nascita e ancora oggi il cammino di questa meravigliosa creazione. Piloni e pilastri fondamentali senza i quali oggi non saremmo ciò che siamo. Il clan senza i suoi ragazzi non sarebbe stato lo stesso.
Un plauso particolare a Gblegends che in questi anni, nonostante periodi di prolungata assenza, ha dimostrato un attaccamento fuori dal comune e ora ha preso le redini del gruppo, oltre ad aver dato vita a numerose idee che nel tempo si son rilevate fondamentali per la crescita del Clan.
Lui e non solo lui, mi vengono in mente Clearsky, Fioro, Solo, Sniper, per voi solo nick, ma persone chiave, oggi, all’interno del gruppo. Così come tutti gli altri non citati e che meritano ugualmente una menzione. Ecco è merito di tutti se ancora si mantengono determinati standard e si continuano a raggiungere obbiettivi. E così in ogni “era” del clan. Ogni periodo storico è stato caratterizzato da validi elementi che han reso possibile la continuità, nel tempo. Grazie davvero. Perciò l’idea della nascita del clan sarà stata anche del sottoscritto, mai si sarebbe potuta realizzare senza il determinante apporto di altri compagni.

GB: Avevo 25 anni. Fu più una serie di eventi che mi porto all’interno del clan: non era mia intenzione stare all’interno di una community, Ero un “solitario” al tempo, un ramingo che viveva le sue avventure all’interno del Chernarus. Poi un giorno incontrai un ragazzo con le gambe spezzate circondato da una sciame di Zombie che chiedeva aiuto,dopo qualche secondo di esitazione, partii alla carica con un’accetta in mano e affrontai gli infetti. Superato l’ostacolo zombie aiutai il ragazzo, italiano come me, che con molta scioltezza mi disse che era un reclutatore del FIRE CLAN e che se volevo potevo anche io farne parte, si chiamava Omura.
Il giorno dopo mi iscrissi e passai dall’essere solo a ritrovarmi in mezzo a tanti ragazzi, che come me avevano la passione di DayZ. Essendo poi uno che cerca di essere sempre il più propositivo possibile nelle cose che fa, chiesi l’autorizzazione per avere uno spazio sul forum di allora per poter fare delle specie di inserzioni: L’Angolo di GB. Un’idea tira l’altra e mi ritrovai a gestire la prima Accademia del FIRE CLAN, una delle migliori esperienze vissute. Nel frattempo nacque il canale YouTube e la nostra pagina Facebook: mi ero dato un po’ di impegni da gestire, e sono tutt’ora fiero di poterlo ancora fare.

Avete mai pensato di dedicarvi al gaming competitivo?

M: In parte ho risposto alla domanda 2, non conoscevo quel mondo, mi ci sono trovato dentro dal giorno alla notte, senza saperlo. Ho avuto la fortuna di avere in squadra giocatori davvero forti e ci siamo tolti parecchie soddisfazioni. Un mondo comunque tosto, dove le amicizie contano in base alle tue abilità. Dove sei riconosciuto solo per dei numeri, un po’ triste in realtà.
Capisco comunque chi decide di vivere/convivere nel gaming competitivo, sicuramente stimolante e anzi ormai considerato uno sport a tutti gli effetti.

GB: Sinceramente no. Il mondo competitivo non è alla mia portata: oramai sono troppo vecchio per poterci entrare e prima non ho mai avuto interesse a entrarci. Questo perché ho sempre giocato a giochi non competitivi, e l’interesse per quel genere era totalmente assente da parte mia. Una volta raggiunti i giochi competitivi (Call of Duty, League of Legends etc), li abbiamo vissuti più che altro come mero divertimento fra me e i miei amici, senza sfociare troppo nell’estremo.

Come vedete il mondo competitivo in Italia? Credete che crescerà ulteriormente negli anni a venire?

M: Si, credo che sia un movimento in rapida ascesa anche nel nostro paese, non sono molto informato ne mi interessa onestamente più di tanto farne parte, per ora. Non posso dare, dunque, un giudizio molto obiettivo su questo tema.

GB: Lo vedo bene, sopratutto negli ultimi anni. Vedo finalmente un po’ più di attenzione nei confronti di questo genere, sopratutto anche grandi Sponsor avvicinarsi e finanziare team competitivi. Penso che tutto ciò sia una gran figata: il massimo della ispirazione che ho avuto da bimbo è stato il film “il piccolo grande mago dei videogames”, dove vidi un torneo di Super Mario con un premio in denaro. Era solo un film, ma a quei tempi sembrava fantascienza. Ora invece è un realtà, un lavoro, e questo è bene.

I vostri genitori, parenti e amici condividono questa vostra passione?

M: È difficile non passare per sociopatici, squilibrati o depressi/repressi, (soprattutto passata una certa età), per chi ci vede stare davanti ad un monitor. A volte imprecando, a volte ridendo, a volte in silenzio e rigorosa attenzione. Nel mio caso in famiglia non è ben vista questa passione, è quasi come una malattia appunto, un modo di isolarsi. Tra gli amici, pochi condividono tale passione, per gli altri rimane un mistero capire cosa possa attrarre in tal modo una persona davanti ad uno schermo.

GB: Assolutamente no per quanto riguarda la mia famiglia. I miei amici condividono la mia stessa passione, ma ovviamente in maniera diversa. Da quando mi sono unito al clan sono passato dal mondo console al mondo PC (e non tornerò più indietro), quindi parliamo sempre di passione videoludica ma in due modi diversi.

A quale titolo vi state dedicando ultimamente?

M: Dal 2013, come prima accennato, sono fisso su DayZ Standalone, un gioco survival horror della Bohemia Interactive ancora in fase di sviluppo e da relativamente poco uscito dalla fase Alfa (no, non è uno scherzo). Nel mentre mi sono dedicato anche ad altri titoli ma il gioco di riferimento è senza dubbio DayZ.

GB: Esclusivamente DayZ. È ormai diventato la bandiera del Clan.

Quanto tempo dedicate a questa passione?

M: Negli ultimi anni/mesi ho deciso di distaccarmi decisamente da questa vita artificiale parallela. Nei periodi recenti, quando sono più presente, non più di 3-4 ore a settimana. Nei tempi di maggiore attività, al massimo del mio impegno, posso tranquillamente dire che le ore di gestione/gioco non sono quantificabili. Si parla sicuramente di migliaia di ore nell’arco di ogni anno. Una vita appunto, non sana.

GB: Contando che ho un lavoro, una casa da gestire ed una vita privata, dedico giusto il tempo necessario. A conti fatti durante la settimana direi 2 ore al giorno, mentre nei weekend sfioriamo le 4. Ovviamente non tutte sono di puro videogiocare, ma sono suddivise fra gestione del social network, gestione Clan, Youtube e Live Streming. A volte non riesco nemmeno ad avviare il gioco che sono preso da tutte queste responsabilità, che ovviamente sono ben contento di gestire. È quasi più un onore che onere.

Riscontrate o avete mai riscontrato problemi nella gestione di un clan? Se si, come li avete risolti?

M: Come in tutte le cose, purtroppo, ci sono anche lati estremamente negativi nella gestione di un clan o di un gruppo, si potrebbe scrivere un libro con tutti gli avvenimenti e le vicissitudini varie che abbiamo dovuto affrontare sia come clan sia come singolo io direttamente. Chi è senza peccato scagli la prima pietra, si dice. In questo caso preferisco parlare di altro e andare oltre con le domande, senza dedicare ulteriore spazio e tempo in narrazioni di eventi, fatti che abbiamo e ho ben impressi nella mente. Se non bastasse la memoria, conserviamo ben archiviate le nefandezze e le varie porcherie, della serie “verba volant, scripta manent”. Mi hanno sempre insegnato a parlare e rispondere di e con fatti concreti, purtroppo non tutti hanno avuto la stessa fortuna nell’educazione. Non importa, poiché non è il mio ruolo quello dell’educatore, né tanto meno la mia intenzione. Non sono perfetto e avrò commesso errori, se cosi possiamo definirli, non è comunque sufficiente per giustificare la rabbia, l’odio e la collera che negli anni abbiamo affrontato. Come detto, preferisco andare oltre e non soffermarmi su questi argomenti poiché sono un palese fallimento dell’uomo, inteso proprio come soggetto dotato di ragione e pensiero. Ed è molto triste se si pensa che gli argomenti trattati dovrebbero partire da un videogioco.

GB: Ovviamente sì. Il fattore umano nella gestione di una struttura come un clan è importantissimo, se non si hanno delle buona fondamenta essa collassa su se stessa. Molto spesso si è “costretti” a prendere decisioni scomode, compromessi per poter far divertire tutti e non solo alcuni, quindi per poter restare un attimino a galla è importante anche circondarsi di persone determinate quanto voi nell’obbiettivo e nella visione del Clan. Noi come FIRE CLAN abbiamo adottato molti fondamenti della gerarchia militare, così che ognuno avesse le proprie responsabilità e compiti. Abbiamo stabilito da subito un regolamento interno, un minimo requisito di entrata nel clan e poi sopratutto abbiamo istituito l’accademia che accompagnava i nuovi arrivati verso i loro nuovi compagni, appiattendo così eventuali problemi sulla non conoscenza del titolo. Questo senza contare i vari problemi interni che possono nascere per le solite incomprensioni, così come i problemi esterni che sono stati (e sono tutt’ora) molteplici. Molti ci vengono contro a prescindere, indipendentemente che abbiano ragione o torto, solo perché siamo noi. Anche sui social siamo allo stesso livello, direi che quasi settimanalmente riceviamo la nostra bella dose di insulti, ma a noi va bene anche così. Vuol dire che comunque stiamo facendo un buon lavoro se abbiamo così tante attenzioni, che sono rivolte quasi sempre ad un singolo membro: Morphine. Lui ha sempre cercato anche il dialogo verso l’esterno, ma come si dice: “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire,tu pensa che chi non vuol sentire poi ne vuol parlare”.[Ligabue – Caro il mio Francesco – Arrivederci mostro]

Quali sono i vostri progetti futuri? Credete che la realtà del clan sia destinata a scomparire, restare com’è o ad evolversi nel corso del tempo?

M: Ovviamente la sfera di cristallo ancora non sono riuscito a trovarla e predire il futuro è arduo. Il mio augurio è quello di poter vedere il clan, il mio clan, il nostro clan, il più a lungo possibile, prima o poi tutte le cose finiscono e devono finire, mi auguro che quel giorno sia ancora lontano, ma in ogni caso rimarrà uno splendido ricordo di un qualcosa di eccezionale. Un orgoglio che porterò sempre con me e che grazie a decine di altri ragazzi sono riuscito a far crescere e conoscere.
La nostra realtà ha segnato un’era, e sicuramente su DayZ è un modello seguito e copiato, sia nella struttura che nelle idee. Senza presunzione posso affermare che la stragrande maggioranza delle cose che attualmente sono su questo gioco, sia in termini organizzativi che gestionali che lato server, hanno origine dal nostro gruppo o comunque trovano legami, magari anche minimi, con noi. Abbiamo fatto scuola a centinaia e centinaia di giocatori e utenti. La nostra accademia, storica e copiata poi da altri, ha visto passare nelle sue fila utenti e players che ora gestiscono server o pagine social di DayZ per conto di altri o per gruppi creati ad hoc.
La coerenza, la serietà e una grandissima costanza e disciplina ci hanno permesso di sopravvivere in questa giungla, oltre ovviamente alla fortuna di aver trovato tante persone che negli anni si sono succedute all’interno del gruppo, portando freschezza ed energie nuove per andare avanti ed innovarsi. Il successo non è merito del singolo ma di tutto il gruppo e non mi stancherò mai di ringraziare tutti coloro che hanno voluto dedicare una parte della loro vita e del loro tempo per far crescere i FIRE.
Riusciremo ad evolverci? Speriamo, altrimenti faremo la fine di tutti gli altri. L’evoluzione prima o poi dovrà riguardare anche la scelta di spostarsi, in futuro, su altri titoli. Solo però se avremo la stessa determinazione e voglia, altrimenti il fallimento sarà dietro l’angolo e per come intendiamo noi le cose, non è contemplata come scelta.
Ci siamo impegnati alacremente nei social in questi anni, raggiungendo anche obbiettivi numerici importanti considerando la nostra predilezione per un solo titolo.
Un canale youtube che ha sfornato qualcosa come 900 video e ancora oggi continua a produrre clip. Una pagina Facebook creata dal nulla che ha superato le 1300 persone, Twitch, da poco Instagram, insomma tutto un mondo, creato da noi. È qualcosa che ci rende estremamente fieri e ci dà un senso di appartenenza. Essere FIRE è un motivo di orgoglio, chi si riconosce in questa filosofia non abbandonerà mai. Gli altri sono stati di passaggio. Non è uno sminuire, ma un dato di fatto.
Parlando di progetti è difficile dare una risposta. Il gioco come detto è appena in fase Beta, non sappiamo cosa ci attende e che potenzialità avremo. Abbiamo gestito server per anni, poi ci siamo stancati e siamo voluti passare al di là della barricata e diventare noi stessi solo giocatori. Devo dire che questa cosa ha dato tantissimi frutti positivi, soprattutto per quanto concerne problemi e stress, ridotti davvero all’osso e nulla di paragonabile agli anni di gestione. Proprio a fronte di questo, posso confermare che difficilmente apriremo nuovi server di gioco da soli, e tantomeno faremo staff unico a livello gestionale. Al momento e credo per un bel pezzo ancora, non siamo interessati al management quanto piuttosto al solo ed esclusivo giocare.
Ci adegueremo e magari parteciperemo a progetti che troveremo davvero interessanti e stimolanti. Fino ad allora, l’unico obbiettivo che ci poniamo è continuare a crescere e continuare ad essere un’importante riferimento per la community italiana e non solo, su DayZ.
In questi mesi abbiamo inoltre avuto anche il riconoscimento del nostro impegno in questi anni, venendo citati in più post dalla Bohemia Interactive nelle sue pagine social ufficiali, oltre che in vari canali come Reddit e affini. Tutti attestati che certificano uno standard superiore alla media e che ci rendono davvero orgogliosi. Il riconoscimento di anni di assiduo impegno. Sacrifici, momenti difficili, discussioni, sono tutti effetti collaterali di una grande passione che mi ha fatto unire con altri ragazzi e assieme abbiamo fatto e stiamo facendo un percorso incredibile che comunque vada sarà un ricordo indelebile, credo,  in ognuno di noi.

GB: Il futuro è l’unica cosa certa che non abbiamo, ma per ora abbiamo fatto un bel lavoro. Sinceramente uso questo come spinta per andare avanti: l’impegno quotidiano che ci mettono i nostri ragazzi, tutto il tempo che impieghiamo per cercare di far andare le cose nel verso giusto, le quotidiane sfide che affrontiamo. Non parlo solo a livello ludico, ma come un gruppo di persone unite per uno stupido videogioco, abbiano creato un’amicizia e condiviso esperienze di vita. Molti di noi sono cresciuti, io ho iniziato a 25 anni con uno stile di vita, ed ora mi ritrovo qui a 30 con uno completamente diverso. Molti di noi hanno messo su famiglia, si sono sposati, hanno figli e tutto questo e diventato parte del Clan, anche le nostre vite personali. Un bel termine è Condivisione, e abbiamo fatto questo.
Ormai chi è qui da diverso tempo non è solo legato dal videogioco, ma alle persone che sono all’interno di questo gruppo. Il videogioco è uno svago, un divertimento, gli amici invece sono qualcosa di unico. Siamo passati da sconosciuti ad amici, e il percorso per arrivarci è passato quotidianamente da un semplice videogioco.
Se ci evolveremo? Forse. Lo abbiamo sempre fatto: non siamo gli stessi di 6 anni fa, e sicuramente fra altri 6 anni non saremo più quelli di adesso. Il cambiamento è una cosa inevitabile nella vita. Spero solo che chi se ne sia andato, chi c’è e chi ci sarà si ricordi per sempre della sua esperienza, e di quanto è stato bello urlare almeno una volta tutti insieme… GO FIRE!

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